Questa politica è lontana dalla gente!
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Ritengo che tutti i problemi di un paese vadano risolti con la politica, arte del possibile. Ma i contorsionismi verbali, ai quali assistiamo tutti i giorni, anche per eleggere il Presidente della Repubblica, sono espressione di buona politica? Credo proprio di no!
Si susseguono dichiarazioni di sempre più difficile interpretazione, dirette a non far capire all’avversario politico le proprie intenzioni e quali carte si abbia in mano, ovvero, la politica trasformata in una “partita a tressette”. Ma ciò che mi preoccupa, in particolare, è che sia il popolo italiano, così a me sembra, a non ritenersi offeso dai giochi, scarsamente decifrabili, tenuti in Parlamento ed in tante Istituzioni pubbliche, che dovrebbero essere delle case di vetro, trasparenti. È mai possibile che gli investiti di pubbliche funzioni politiche debbano continuare a tenerci sulla corda, a star li a domandarci cosa abbiano voluto dire o abbiano intenzione di fare domani? Molti diranno come ciò sia il cosiddetto gioco della politica, gioco che a me, e non solo, non piace. Ecco perché, in tanti, se ne allontanano sfiduciati. Certamente, saranno in molti a ritenermi un ingenuo sognatore. A me però sembra, ed è più grave, che si sia dinanzi non alla crisi contingente della politica e della rappresentanza, bensì di fronte ad una filosofia criticabile, all’errato uso del sostanziale senso e significato dei concetti di politica e rappresentanza.
La politica è il mezzo per precostituire i presupposti per la soluzione democratica dei problemi della gente, non il luogo del “retropensiero” per la tutela di altro.
Abbiamo eletto i nostri rappresentanti con l’intendimento di essere messi a conoscenza, passo dopo passo, del loro operato politico e della sua giustezza e non per stare davanti al televisore, per cercare di indovinare quali possano essere le prossime mosse alle quali è legato il nostro destino. È questa trasparenza? Non mi pare! Credo proprio che, alla prossima tornata elettorale, questi signori, interpreti negativi del concetto di rappresentanza, vadano mandati a casa, per una nuova stagione della politica. Altro che capilista bloccati, così come il Berluscorenziano italicum prevede, figlio del patto del nazareno, patto che il neo eletto Presidente Mattarella, spero non vorrà benedire, anche se troppo interno al Palazzo.
Nonostante la stragrande maggioranza del nostro paese sia contraria, quanti lo sostengono continueranno ad affermare di voler ugualmente andare avanti, per procedere, con i compagni di cordata, ad una incondivisibile trasformazione della Costituzione, per farne uno strumento autoritario.
Questi signori non possono continuare ad essere gli arbitri dei nostri destini, perché è troppo grande il grado di sofferenza democratica ed economica del nostro paese. Stanno mettendo in tutte le salse l’aumento, a dicembre e prima che venisse approvato il Jobs act, di circa centomila posti di lavoro, aumento contingente, totalmente previsto, ritenuto ininfluente e marginale dagli analisti, considerato anche come se ne sia perso,nello stesso periodo, un numero di gran lunga maggiore. Spero in una presa di coscienza, perché necessita un democratico e pacifico scatto d’orgoglio, di saggezza politica da parte del popolo italiano. Ne saremo capaci? È auspicabile. Ma, forse, anche l’art. 67 della Costituzione ha fatto il suo tempo.

Saluti comunisti...

17.02.2015
 
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    In quale periodo della storia la politica è stata trasparente? 

     
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